24 ORE a Berlino: un giorno alla scoperta dei 7 luoghi più importanti della città. Pensieri, cucina,dove alloggiare e… un incontro speciale…

Gennaio, cena a casa con i miei.

Le ultime battute sulla giornata appena conclusa vengono improvvisamente interrotte da uno spot televisivo: una famosa compagnia aerea pubblicizza una campagna voli a basso costo.

Silenzio.

Con fare disinvolto, scorro sull’app dedicata quali sono le destinazioni più convenienti e controllo il calendario in cerca dell’incastro perfetto.

I miei mi stanno già guardando storto ma prima che possano dire qualcosa urlo: “C’è l’ho! Prossima tappa, Berlino!

Questa volta mi sono superato: un po’ per sentirmi meno in colpa, un po’ perché amo le sfide difficili, ho scelto di trascorrere in questa città poco più di ventiquattro ore, una follia!

L’obiettivo è quello di esplorarla nel minor tempo possibile visitando le attrazioni principali. In fondo nel quotidiano siamo diventati abili nel correre contro il tempo per gli impegni, le urgenze, per tutto ciò che pensiamo non poter rimandare.

Ma se invece corressimo per meravigliarci?

#vado

Al mio arrivo, una fredda Berlino mi dà il benvenuto. 
Appena sceso dal bus mi guardo intorno con circospezione, al centro di Alexander Platz un artista di strada intona un motivo rock servendosi di pentole, secchi in plastica e cucchiai di legno. Sotto la torre della TV, spontaneamente lo sguardo sale e riesco a intravedere l’antenna che punta alle nuvole, gonfie e cariche della pioggia che presto mi beccherò. 

Alexander Platz è un punto piuttosto strategico per muoversi intorno alla città.

Alloggio all’ostello ONE80°, a due passi dalla metro: un’enorme e confortevole struttura che ospita ragazzi provenienti da ogni parte del mondo.
L’idea di essere uno di loro mi elettrizza e questo rispecchia in pieno la mia voglia di perdermi tra la gente, le loro storie e le loro abitudini, diverse dalle mie. E poi parliamoci chiaro: ai chiacchieroni come me piacciono un sacco questi luoghi!

Come di consueto, i miei viaggi iniziano quasi sempre con una cena per familiarizzare con il posto e le tradizioni locali: quale miglior modo se non piazzandomi in una taverna accogliente come il “Berliner Kartoffelhaus”
(Ok questa sembrava una promo alla  Mastrota ma giuro che a differenza sua non prendo un soldo!)

I piatti che vi consiglio di assaggiare sono molti, personalmente ho rischiato di esplodere ma come si fa a rinunciare a certe prelibatezze?

Ecco i piatti da non perdere:

  • Salsicce bavaresiPatate ripiene (Kartoffel)

  • BretzelsPolpette tipiche (Königsberger Klopse)

  • Stinco di maiale

  • Pancake fritti di patate (Kartoffelpuffer)

  • Wrustel al curry (Currywrust)
…E ovviamente qualsiasi birra locale stuzzichi il vostro palato!

Sopravvissuto alla cena, un’ultima passeggiata in Aleksander Platz prima di andare a letto e prepararsi alla sfida del giorno seguente: esplorare Berlino in 24 ore!

#vivo

D’inverno ci sono poche ore di luce quindi è meglio concentrare le mete “panoramiche” nella prima parte della giornata: 
Non mi dilungherò nella descrizione dei luoghi, lasciamo che di questo se ne occupino le guide turistiche! 
Siete nel posto giusto, però, se cercate qualche idea per un itinerario “fast”, soprattutto se, come me, avete poco tempo a disposizione.

  • Aleksander Platz e torre della televisione: costo €20, 00 per accedere alla torre e €28,00 con ingresso saltafila (biglietti acquistabili su www.tiquets.com, grazie a Beppe per il suggerimento!
    Passetemi l’espressione “Ci vuole culo”. 


    Potrete ammirare la vista dalla torre solo se il meteo sarà clemente con voi, ovviamente non è il mio caso.
  • East side Gallery: una passeggiata di circa un chilometro per ammirare il più colorato memoriale internazionale alla libertà.

  • Bundestag di Berlino (Parlamento federale tedesco): visitate gratuitamente la cupola finemente ristrutturata e dal carattere futuristico, la vista su Berlino è mozzafiato ed è possibile usufruire gratuitamente di una audio guida durante la visita. 
    Attenzione, per accedere alla cupola è necessario prenotarsi sul sito ufficiale del Parlamento, vi lascio il link: https://visite.bundestag.de/BAPWeb/pages/createBookingRequest.jsf?lang=en

  • Torre di Brandeburgo: vicinissima al Bundestag, la Torre di Brandeburgo era l’emblema della divisione della città e i visitatori salivano fino alla sua piattaforma di osservazione per gettare lo sguardo al di là della Cortina di ferro, oltre la terra di nessuno che separava, geograficamente e politicamente, Berlino est da Berlino ovest.

  • Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa: nessuna parola, semplicemente lasciatevi avvolgere dal silenzio delle fredde colonne in cemento che vi circonderanno.
    Questo è certamente uno dei luoghi più instagrammati di Berlino, è vero, ma se c’è una cosa che non capisco e non tollero è la non-chalance con cui molte persone si sparano pose assurde e selfie con la lingua di fuori: è un monumento che celebra la memoria di persone scomparse durante uno dei periodi più bui e tristi della nostra Europa, non un set fotografico.
    Che diamine!


  • Judisches Museum (Museo ebraico di Berlino): una collezione permanente e svariate esposizioni temporanee raccontano due millenni di storia degli ebrei in Germania.
    Le luci, i suoni e gli ambienti ricchi di arte contemporanea lasciano spazio ad un’esperienza  toccante, profonda e per certi versi agghiacciante.
    Vi consiglio di fermarvi qualche minuto nella “Torre dell’Olocausto” in silenzio. Il resto lo scoprirete da voi.

  • Checkpoint Charlie (o quello che resta). 
    Ha rappresentato il punto di passaggio tra due realtà così lontane e contemporaneamente vicine durante il periodo della guerra fredda: l’Ovest e l’Est, il Capitalismo e il Comunismo, la libertà e la sua privazione.
    Oggi purtroppo è circondata da negozi di souvenir e ristoranti; iin più soldati che “sorvegliano” la guardiola sfottono i turisti scattandosi ridicole foto ricordo.
    Pollice giù.

  • Di ritorno ad Aleksander Platz  passate per il Duomo di Berlino, il più grande luogo di culto protestante della città, luogo di sepoltura della famiglia reale prussiana degli Hohenzollern. Struttura imponente e pomposo richiamo al Rinascimento italiano.

A questo punto sarete un po’ stanchi, infreddoliti e affamati, per questo dopo una giornata così intensa avrete senz’altro voglia di una nuova abbuffata! 
Vi consiglio “Hofbrau Berlin”, in zona Aleksander Platz. 
Qui si respira aria di festa e sembra di essere all’Oktoberfest in mianiatura: non ci metterete molto a farvi trasportare dall’atmosfera allegra di questa locanda. Grazie a Francesco per il suggerimento! 


Cibo ottimo e di qualità, qui ho ordinato il tipico stinco di maiale: a prima vista ho pensato ai piatti “light” della mia super nonna, finirlo è stata un’impresa dura, ma non impossibile!

Così la mia lunga passeggiata per Berlino giunge al termine.
Non posso ancora dire se questa città mi sia piaciuta o no, dicono che Berlino sia da amare o da odiare ma io preferisco restare nel mezzo, per ora: di sicuro mostra un fascino tutto suo!

Sapete, a volte crediamo che un viaggio sia giunto al termine dal momento in cui iniziamo a percorrere la strada del ritorno: falso. 
Questa volta il destino mi ha fatto un regalo “last minute” e se c’è una cosa che difficilmente dimenticherò sarà proprio il rientro da questa esperienza.

#torno

Aeroporto di Tegel, ore 11:00

Il mio biglietto aereo segna un posto vicino al finestrino, il mio preferito, ma come al solito sono l’ultimo a salire e non ho nessuna voglia di scomodare i passeggeri già seduti per farmi passare. 
Due ragazze chiacchierano sedute al loro posto, così propongo loro di scalare per sedermi sul lato corridoio: la prima ci sta, l’altra no, così finisco praticamente in mezzo a loro e quasi imbarazzato mi scuso per l’intromissione. 
Tra me e me penso “Mai la bocca chiusa!” 
Annafranca e Anna hanno trascorso qualche giorno in più a Berlino e commentano con me i posti visitati. Sembrano soddisfatte e io un po’ le invidio, anzi: quasi mi rode sapere che hanno assistito ad uno spettacolo Burlesque mentre io mi abbuffavo in taverna. “I maschi…”

Sono rilassate e visibilmente entusiaste per le esperienze vissute mentre io sono stanco e assonnato, ma ormai con la storia del Burlesque hanno catturato la mia attenzione e pendo già dalle loro labbra. Di dormire non se ne parla!

Passato l’imbarazzo da “intruso impertinente“, iniziamo a raccontarci un po’ e ci perdiamo in risate, battute e stereotipi sulla vita. Non ci metto molto a sbottonarmi, così inizio con il pippone su #VadoVivoTorno, sulla mia nuova concezione del tempo e di come cambiano le persone dopo determinate esperienze.

Entrambe scoppiano a ridere quando lancio battute sulla mia vita da “impiantato“, gli parlo del mio tesserino da ragazzo speciale e ridono come matte quando scherzo sui metal detector. Mi piace ridere con loro e percepisco una sottile e piacevole intesa: guardare Anna sbellicarsi dalle risate mi riempie l’anima di gioia e io adoro la gente che sa ridere di gusto, anche se non lo dimostro.

Per chi se lo fosse perso, qui c’è un piccolo riassunto circa il mio passato e su come nasce #VadoVivoTorno

Annafranca mi segue a ruota con le battute, ha buon gusto in fatto di musica e uno humor che mi affascina molto, e poi è una Crossfitter!

(Anch’io pratico molto sport, così tanto che se avessi una dinamo nel pacemaker riuscirei a mantenere accese le luci di un presepe, fontanine comprese).

Sta di fatto che entrambe sono d’accordo con me: nella vita si tende a cambiare e rivalutare il tempo solo quando veniamo “colpiti da una tegola in testa”, dice Anna. E ha ragione! Poi, tra una chiacchiera e l’altra anch’io sento parlare di un tesserino, così resto perplesso e chiedo dove sia caduta la loro tegola.

Scopro presto che anche loro hanno combattuto una battaglia, più dura della mia. Anche loro hanno fatto i conti con una realtà che non avevano programmato, scesa dinanzi ai loro occhi come la nebbia di Berlino durante una sera d’inverno, che copre ogni cosa e non ti lascia vedere nulla. Sta infame!

Così accanto a me non solo ho due matte partite per Berlino alla ricerca del dettaglio più accattivante, ma due bombe con un carisma smisurato, una voglia matta di vivere felici la vita e un coraggio che a confronto mi fa sentire un moccioso. 

Le chiacchiere scorrono, il nostro aereo è ormai in arrivo e noi scherziamo come amici di vecchia data.

Anna non smette di ridere quando le confesso di poter ricaricare i cellulari poggiandoli sul petto (chiaramente scherzo!), le sue risate e quelle di Annafranca ora mi fanno sentire protetto, oltre che sereno. 

Certi incontri avvengono per caso, ma io non ci credo. 

La verità è che che la compagnia aerea ha controllato le nostre tessere sanitarie prima di assegnarci i posti, così, come dicono dalle mie parti, “Ci hanno accocchiati”.

È il momento di atterrare e devo salutare le mie due amiche, ci abbracciamo affettuosamente ma so già che le porterò sempre con me. 

In Puglia c’è il sole, l’aria è serena, una calda domenica di Febbraio mi dà il bentornato. 

Mi sento da dio e c’è il ragù di nonna che mi aspetta a casa, “che in realtà allo stinco di maiale di Berlino gli fa un baffo”

Alla prossima avventura!


Stay Restless

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