Natale in Egitto: Non un Cine-panettone, ma un sogno ad occhi aperti!

Novembre, l’inverno è ormai alle porte. Con l’entusiasmo di un bradipo in catalessi guardo dalla finestra il cielo che piange e annuncia l’inizio di un’altra giornata grigia.

Penserete sia un depresso cronico ma gli amici metereopatici capiranno immediatamente come mi senta in questo momento della giornata.

Un po’ per questo, un po’ perché sono del Sud, inizio ad escogitare un nuovo piano di fuga così, su due piedi, per ingannare questa sensazione di apatia che mi assale puntualmente in questo periodo dell’anno.

Ho bisogno di caldo, di sole, di sudare da fermo e scottarmi la pelle.

Quanti di voi amano queste sensazioni?

In Italia come in ogni luogo in cui viene celebrato, il Natale è un evento pieno di tradizione, calore famigliare, di cucina e profumo di casa… Ma ormai ho imparato che la vita è piena di compromessi e che talvolta bisogna seguire i propri istinti, uscendo così dagli schemi tradizionali, a scapito di quelle che un tempo ritenevamo fossero delle certezze indissolubili.

Così è deciso, fuori il passaporto: quest’anno il cenone dai nonni lo guarderò attraverso Skype mentre sarò dinanzi alla maestosità di una delle sette Meraviglie del mondo: le piramidi d’Egitto!

Protagonista con me di questa nuova avventura Francesco, una persona a me molto cara, una delle poche, con cui ho trascorso l’adolescenza gomito a gomito e da cui non potrei mai separarmi. Nonostante il tempo passi e nonostante la vita ci porti a vivere distanti, il mio compagno di banco e migliore amico partirà con me alla volta del Cairo, Giza e Sharm El Sheik, alla scoperta di storia, cultura, meraviglia e relax!

Ci sono altre persone per cui la mia vita non sarebbe così bella senza, mi riservo di svelarle più in là e dedicare ad ognuno un posto speciale in questo blog. #vadoHo deciso con Francesco di impostare l’itinerario in questo modo: Giza, Cairo, Sharm El Sheik. Documenti di viaggio necessari: Passaporto, Visto turistico per l’Egitto, permesso di entrata /uscita dal Paese. Qui un approfondimento su come è possibile procurarsi autonomamente i documenti elencati.

Al nostro arrivo in serata, David è pronto a prenderci in custodia dall’aeroporto del Cairo: sarà lui a guidarci per le vie della capitale e Giza per i prossimi due giorni.
È una guida egiziana a cui abbiamo espressamente chiesto di portarci “dentro” la Capitale, per le vie meno turistiche, alla scoperta del vero volto di questa città vestita da metropoli, che nasconde un lato così povero e triste da lasciarci senza parole.
Ma Nulla si fa a stomaco vuoto, quindi senza perdere tempo David ci invita a cena per discutere l’itinerario e prendere confidenza con la cucina locale.


Siamo a Giza, in una locanda senza nome, davanti ad un tradizionale piatto di Kochari: in sottofondo, la quinta preghiera del giorno (salàt al-‘ishà) echeggia severa per le vie della città e veniamo immediatamente pervasi da una strana e piacevole sensazione di benessere interiore. #vivo

Alloggiamo in una struttura vicino alle Piramidi, non proprio economica, quasi a sottolineare l’ enorme divario tra ricchezza e povertà di questo paese così ricco di contraddizioni. La vista è mozzafiato e preannuncia le meraviglie che presto incontreremo.

Sveglia alle sette, prima tappa museo del papiro: un gentile funzionario ci illustra le sue origini, le tecniche di produzione, conservazione e decorazione (tutt’oggi utilizzate).

Una mistura di acqua e gelatina naturale impregna le fibre di questa pianta dalle origini antichissime, successivamente intrecciate e lasciate essiccare per conferirne l’immortale robustezza. Pronti per il decoro, una serie di spiegazioni sul significato delle figure più comuni e sull’alfabeto egiziano…proprio come a scuola!


Il tempo stringe già, a Dicembre qui il sole cala alle 17 circa e dobbiamo essere veloci per raggiungere in tempo la valle delle Piramidi.

David ci scorta fino ad “Hacmos”, una traversa della via principale di Giza, per lasciarci in compagnia di altre due guide temporanee e responsabili del nostro tour attraverso le tombe.

Il percorso è molto lungo e le distanze da coprire portano via tempo, motivo per cui decidiamo di spostarci in sella a dei cammelli.

(e poi siamo sinceri, l’idea era troppo figa!)

Nota di viaggio: contrattare sempre il prezzo di qualsiasi bene/servizio. Per loro è una prassi! Tutti in sella, fotocamera alla mano, lo spettacolo inizia!

Come potevamo resistere all’idea di entrare in una delle piramidi per scoprirne i segreti?


Questo è l’interno della piramide secondaria orientale di Micerino, una delle più piccole. Abbiamo scelto questa perché, nonostante le dimensioni, le sei piramidi della valle presentano tutte la stessa struttura interna, piuttosto elementare, ma ogni camera mortuaria è posta ad una profondità diversa a seconda del monumento.

Gli oggetti sacri, i sarcofagi e i corpi ritrovati sono custoditi nel museo Egizio del Cairo, visitato nel tardo pomeriggio e che presto vi mostrerò.

Ammirare la maestosità e la bellezza della Sfinge ai piedi della valle regala un senso di protezione e sicurezza, proprio come il messaggio che gli antichi egizi intendevano trasmettere, per augurare una serena vita nell’aldilà al faraone.



Di ritorno ad “Hacmos” per salutare le nostre guide e i nostri cammelli, abbiamo tempo per raggiungere il Cairo e visitare il museo Egizio.

Nella hall del museo, le figure imponenti del re Amenophis III, sua moglie, la regina Tyi e le loro tre figlie accolgono i visitatori.
Queste statue provengono dal tempio di Medinet Habu, il tempio funerario di Ramses III, situato a Luxor.

Una miriade di manufatti e sarcofagi è custodita in questo museo così ricco di storia.

La nostra giornata sembra giungere al termine, noi siamo stanchi, sudati e affamati, così David non perde occasione per invitarci a partecipare ad una nuova puntata di “Unti e Bisunti” edizione egiziana. Cosa ci aspetta questa volta?

Mentre raggiungiamo il Cairo percorriamo le vie più interne del Cairo e Giza, quelle meno turistiche, curiosi di scoprire come la gente del posto vive la quotidianità.

A causa del traffico e della condotta spericolata degli egiziani al volante, in questi posti è possibile spostarsi a bordo di auto, cammelli, “sharing bus” e “Toctoc” (i nostri “Ape Car”) in grado di muoversi più velocemente nel traffico, quasi sempre congestionato.

È possibile che passino anche ore per raggiungere in auto il lato opposto della città. Credetemi, l’abbiamo provato!






Purtroppo gli scenari che si aprono ai nostri occhi non sono dei migliori, la povertà fa da padrona in un luogo che un tempo era la culla della civiltà.


Molta gente non può permettersi una casa, per cui è costretta a vivere in cimiteri.
La presenza di acqua potabile è quasi spesso un lusso, le condizioni igienico sanitarie sono precarie nella maggior parte delle zone di periferia, mentre le strutture ancora in piedi sono quasi sempre mal ridotte.

Inermi davanti a questo triste spettacolo, ci abbandoniamo ad una cena “tradizionale” a base di pane e fegato di cammello, il che richiederebbe stomaco prima di ingerirlo, ma la fame toglie immediatamente ogni scrupolo e ci lanciamo a capofitto su questo vassoio che, ovviamente, non conosce piatti, posate e tovaglioli!



Il nostro giro giunge al termine in serata, David ci dà appuntamento al mattino seguente per i saluti e accompagnarci di nuovo al Cairo, questa volta in aeroporto, per raggiungere Sharm El Sheik, famosa località turistica per i suoi Resort sul mar Rosso.

Sharm presenta uno scenario completamente diverso da quelli visti nella zona di Giza e Cairo: lo definirei uno spettacolo artificiale, completamente costruito da zero, e questo un po’ mi fa rabbia se considero gli enigmatici paradossi di questo paese così eterogeneo.

È qui che festeggeremo il nostro Natale al sole e al caldo, per esplorare finalmente la barriera corallina e riposarci un po’ prima di tornare a lavoro.








Ovviamente in un paese musulmano non potevamo certo pretendere un Presepe, così ci abbiamo pensato noi, nel nostro piccolo.

Termina così il nostro viaggio esplorativo in Egitto, una terra dalle mille risorse e dalle mille contraddizioni, ma pur sempre un luogo affascinante che stupisce e fa riflettere.
#torno
Prossimo appuntamento su #VadoVivoTorno nei luoghi del Regno Unito: sono già in trepida attesa per mostrarvi le meraviglie e i misteri di Stonehenge, nella contea di Wiltshire!

A presto!

Stay Restless!

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